II parte del sondaggio Kelly Global Workforce Index
WWW lavoro cercasi: secondo Kelly Services, il 18% degli Italiani ha trovato lavoro su Internet e il 62% utilizza sistematicamente LinkedIn
È il web il migliore amico degli italiani, almeno di quelli in cerca di lavoro. Secondo i dati raccolti da Kelly Services, infatti, il 18% degli abitanti del Bel Paese ha trovato proprio nella rete le indicazioni per accedere all’ultima posizione ricoperta: il 17% consultando inserzioni on line e l’1% grazie ai social network. Questi i primi risultati tratti dal Kelly Global Workforce IndexTM, l’indice realizzato dalla multinazionale americana di consulenza HR su un campione di 97mila lavoratori in 30 Paesi, di cui oltre 5mila italiani.
Nonostante la candidatura spontanea sia ancora il metodo che ha aperto più spesso le porte delle aziende agli italiani (29%) - seguito, a stretto giro, dal passaparola (25%) - il web è diventato, per una grande parte dei lavoratori, uno strumento importante quando si tratta di cambiare occupazione. Sempre secondo la ricerca, infatti, oltre un lavoratore su tre (35%) si rivolge ai social network per aggiornarsi sulle opportunità offerte dal mercato. LinkedIn, che in Italia raggruppa una community formata da circa 1 milione e 700 iscritti, è in assoluto il social network più utilizzato a questo scopo (62%), seguito da Facebook (17%), mentre il 9% del campione preferisce consultare blog tematici. A sorpresa, Twitter viene considerato una fonte di informazioni utili nella ricerca di lavoro solo dall’1% del campione; questo, nonostante oltre un milione di italiani siano affiliati alla sua rete.
“La crescita e la diffusione di network professionali online è un fenomeno che si sta affermando in modo preponderante anche in Italia dove, secondo le nostre rilevazioni, ben 1 lavoratore su 4 ritiene strategica l’appartenenza a una web community per favorire il proprio percorso di carriera. – Dichiara Stefano Giorgetti, VP & Managing Director di Kelly Services – La rete, per definizione, garantisce la possibilità di affiliarsi a gruppi di persone con interessi e obiettivi affini e, pertanto, può essere utile anche nella selezione dei candidati. Questo fenomeno rappresenta una grande opportunità anche per chi opera nel recruiting: una sfida che abbiamo raccolto creando dei profili aziendali nei principali network online e riorganizzando la nostra stessa struttura, che progressivamente si sta orientando alla specializzazione nella selezione di particolari figure professionali, in relazione a mercati ben definiti, dando così vita a uno schema che, applicato al processo di selezione, si presta particolarmente a sfruttare le potenzialità del web, perché fortemente targettizzato”.
Poiché l’interazione all’interno di community online implica necessariamente la diffusione, nel web, di una grande quantità di informazioni personali da parte di ciascun utente, si pone, inoltre, per chi è alla ricerca di un nuovo lavoro, l’interrogativo sulle modalità migliori per tutelare la propria reputazione. Un aspetto che, secondo i dati di Kelly Services, viene sottovalutato da una buona parte (62%) dei navigatori del Bel Paese, ma che rappresenta, invece, un elemento di preoccupazione per il 27% del campione. È questa la ragione per cui il 23% del campione dichiara di caricare, sul proprio profilo, solo informazioni che non possano determinare giudizi negativi da parte degli eventuali selezionatori.
Maggio 2011


