I parte del sondaggio: “Kelly Global Workforce Index”
" In Italia il 16% dei lavoratori
mente nel proprio curriculum vitae o durante un colloquio"
Kelly Services, multinazionale americana fondata nel 1946 a Detroit, è specializzata nel settore delle risorse umane ed opera in 37 paesi del mondo tra cui l’Italia. In seguito ai notevoli riscontri ottenuti negli anni passati, Kelly Services ha proseguito il progetto “Kelly Global Workforce Index” conducendo una nuova indagine internazionale dedicata alle opinioni dei lavoratori sul mondo del lavoro.
Il nuovo progetto ha coinvolto i 33 paesi del mondo in cui è presente Kelly Services dando voce a più di 115.000 lavoratori, di cui 17.000 in Italia. Ancora una volta ad essere presi in esame sono stati i principali temi di attualità legati all’attuale mondo del lavoro, quali il processo di ricerca di un lavoro, la possibilità di un cambiamento di lavoro, la formazione, il rapporto tra salute e lavoro, la pensione ed il giudizio dei lavoratori sul Management.
La prima parte del nuovo sondaggio “Kelly Global Workforce Index” ha analizzato le tematiche relative al processo di ricerca di un lavoro.
I risultati italiani hanno evidenziato una tendenza allo scetticismo ed all’insicurezza da parte dei lavoratori nel momento di presentarsi al mondo del lavoro. Il 52% dei lavoratori italiani infatti è convinto che il proprio curriculum vitae non presenti in modo adeguato le proprie competenze mentre il 26% ritiene di non riuscire a dare una buona impressione di sé durante un colloquio lavorativo.
La conseguenza di queste insicurezze si concretizza talvolta nel modificare il proprio curriculum aggiungendo elementi non veritieri: il 16% dei lavoratori ha infatti affermato di non essere sincero nel proprio curriculum o durante un colloquio, in particolare attraverso l’abitudine a “gonfiare” l’entità dei salari passati (6%) ed i livelli di professionalità raggiunti nei lavori precedenti (5%).
Il confronto tra i dati a livello internazionale mostra i lavoratori neozelandesi e canadesi come i più corretti: solo il 4% dei primi ed il 7% dei secondi ha affermato di mentire. Tra i meno sinceri compaiono invece i lavoratori russi (30%), spagnoli (27%) e cinesi (25%). Messi di fronte ai molteplici aspetti che compongono il processo di ricerca di un lavoro, gli intervistati italiani hanno affermato che il momento peggiore è quello dell’attesa di una risposta (58%). Nonostante una buona dose di sfiducia sulle proprie capacità di affrontare un colloquio, l’84% dei lavoratori italiani ha comunque affermato di aver generalmente ricevuto un buon trattamento da parte dei selezionatori e dei datori di lavoro.
Il sondaggio ha inoltre analizzato i mezzi più utilizzati per trovare lavoro, mettendo in luce che in Italia il 26% dei lavoratori ha trovato la propria attuale occupazione ricevendo una chiamata personale da parte del datore di lavoro.Il 18% ha invece utilizzato gli annunci online, il 16% ha sfruttato il passaparola, il 15% ha interpellato direttamente il datore di lavoro, il 7% ha fatto riferimento agli annunci cartacei.
Dati particolarmente interessanti sono emersi analizzando la consuetudine di inserire il proprio curriculum su database online. Il 90% dei lavoratori italiani utilizza questo strumento e il 75% considera la modalità online uno strumento efficace ma solo il 39% si è dichiarato soddisfatto dei riscontri ricevuti. A livello internazionale il principale mezzo grazie al quale i lavoratori hanno trovato il proprio attuale lavoro è costituito dagli annunci online (30%). Il passaparola è invece stato sfruttato dal 19% dei lavoratori intervistati nei 33 paesi. Seguono la chiamata personale da parte del datore di lavoro (17%), l’approccio diretto con il datore di lavoro (12%) e gli annunci cartacei (9%).
Stefano Giorgetti, Direttore Generale Kelly Services Italia, commenta: “I risultati emersi dalla nuova edizione del sondaggio “Kelly Global Workforce Index” evidenziano un generale atteggiamento di insicurezza durante il processo di ricerca di un lavoro da parte dei lavoratori italiani: il 52% è convinto che il proprio curriculum non presenti in modo adeguato le competenze maturate e il 26% non crede di dare una buona impressione durante un colloquio. Questa insicurezza sembra portare una buona parte di essi (16%) a non essere sinceri nel curriculum o proprio durante il colloquio. Viene quindi messa in luce l’importanza di percorsi formativi focalizzatiche accompagnino i lavoratori durante il proprio percorso in un mercato del lavoro sempre più sensibile a specializzazioni e competenze specifiche.
Su un altro versante il sondaggio mostra i lavoratori italiani ormai preparati all’utilizzo di internet come mezzo per cercare lavoro, ma ancora poco soddisfatti dei risultati ottenuti. Si tratta, a nostro parere, di un segno evidente della difficoltà di incontro tra domanda e offerta, nonostante le indubbie potenzialità di internet: possiamo sperimentare questa tendenza quotidianamente nella moltiplicazione di siti di facile accesso che offrono annunci in modo poco trasparente e male organizzato.
Per affrontare in modo adeguato queste difficoltà, nel corso degli ultimi due anni Kelly Services Italia ha rinnovato il proprio sito internet (www.kellyservices.it), dotandolo di un innovativo motore di ricercache permette agli utenti di individuare velocemente le offerte di lavoro e di inviare la propria candidatura con estrema facilità.”
Milano, 29 Gennaio 2008

