II parte del sondaggio: “Kelly Global Workforce Index”
“Più della metà dei lavoratori italiani
sono soddisfatti del proprio lavoro,
ma critici nel giudicare i superiori"
Kelly Services, multinazionale americana leader mondiale nei servizi per le risorse umane, dopo il successo del progetto “Kelly World at Work Survey”, ha condotto nella seconda metà del 2006 una nuova e più ampia indagine internazionale suddivisa in diversi argomenti, denominata “Kelly Global Workforce Index”.
Il progetto ha coinvolto 28 paesi del mondo, di cui 16 in Europa (Italia, Svezia, Ungheria, Regno Unito, Danimarca, Lussemburgo, Russia, Olanda, Turchia, Spagna, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Svizzera e Norvegia). L’iniziativa “Kelly Global Workforce Index” ha dato voce alle opinioni di 70.000 lavoratori, di cui 6.000 solo in Italia, ed ha preso in esame importanti temi legati al lavoro, quali la discriminazione nel mondo del lavoro, i giudizi dei lavoratori nei confronti dei propri capi, la conciliazione tra cura dei figli e attività professionale, l’utilizzo dei trasporti pubblici per recarsi sul luogo di lavoro, il rapporto tra l’utilizzo di internet e la produttività.
La seconda parte del sondaggio “Kelly Global Workforce Index” ha analizzato il tema della soddisfazione dei lavoratori nei confronti della propria attività professionale e del proprio capo. I risultati mostrano che il 56% dei lavoratori italiani si ritiene soddisfatto della propria attività professionale, anche se il voto assegnato ai propri capi supera di poco la sufficienza.
Allargando la prospettiva a tutti i 28 paesi del mondo coinvolti dal sondaggio, l’Italia occupa il 21° posto nella classifica relativa alla soddisfazione dei lavoratori nei confronti del proprio lavoro. I lavoratori maggiormente soddisfatti sono i lavoratori danesi (74%), seguiti dai messicani (71%) e dagli svedesi (71%). In coda alla classifica compaiono invece Turchia (49%), Russia (48%) e Ungheria (44%). Tabella 1
In Italia in particolare, il 10% degli intervistati si è dichiarato “molto soddisfatto”, il 46% “soddisfatto”, il 24% “insoddisfatto” e il 6% “molto insoddisfatto”. I lavoratori italiani con un’età superiore ai 55 anni sono risultati i più soddisfatti della propria attività professionale (65%), seguiti dai lavoratori con un’età compresa tra i 35 e i 44 anni (58%). Tabelle 2 e 3
Per quanto riguarda invece il settore professionale, i livelli più alti di soddisfazione sono stati registrati nel settore Viaggi e Tempo Libero (62%), nella Pubblica Amministrazione (62%) nel Settore Scientifico e Farmaceutico (61%) e nel Settore Manifatturiero (60%). Tabella 4
Analizzando i dati a livello macroregionale, il distretto Nord-Ovest (Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta) è quello che ha registrato la più alta percentuale di soddisfazione nei confronti della propria attività lavorativa (70%), seguito dalla Lombardia (59%) e dal Centro (Emilia Romagna,Marche , Toscana e Umbria), che si attesta al 55%. Tabella 5
Dopo aver espresso un giudizio nei confronti della propria attività lavorativa, ai partecipanti è stato chiesto di dare un voto, in una scala da 1 a 10, alle capacità del proprio capo.
Il voto complessivo assegnato dai lavoratori italiani ai propri capi è decisamente basso (6,2 su 10) e relega l’Italia al 26° posto nella relativa classifica tra i 28 paesi nel mondo coinvolti dal sondaggio. I giudizi più positivi nei confronti dei capi sono stati registrati in Messico (7,6 su 10), negli Stati Uniti (7,3 su 10) e in Canada (7,2 su 10). I voti più bassi sono stati espressi in Italia (6,2 su 10), Turchia (6,2 su 10) e Svezia (6,1 su 10). Tabella 6
Oltre ad assegnare un voto complessivo ai propri datori di lavoro, ai soggetti intervistati è stato chiesto anche di giudicare aspetti più specifici relativi alle attitudini dei loro capi, in particolare le capacità di comunicazione, la leadership, la capacità di costruire uno spirito di gruppo e la capacità di responsabilizzare i componenti della squadra. In Italia, i capi hanno raggiunto la sufficienza solo in due degli aspetti presi in considerazione: la capacità di leadership (6 su 10) e l’attitudine alla delega delle responsabilità (6,1 su 10). Gli altri aspetti, cioè la capacità comunicativa (5,9 su 10) e lo spirito di squadra (5,8 su 10), non hanno raggiunto la sufficienza. Tabella 7
In Italia, i lavoratori maggiormente soddisfatti dei propri datori di lavoro sono risultati essere quelli con un’età compresa tra i 20 e i 34 anni e i lavoratori con un’età superiore ai 55 anni: in queste fasce di età il voto complessivo è stato 6,3/10.Tabella 8
Scomponendo i dati per settore professionale, il voto complessivo più alto assegnato ai datori di lavoro italiani proviene da chi lavora nel settore dell’Ingegneria (6,4/10) e nel settore Scientifico e Farmaceutico (6,4/10). Tabella 9
Focalizzando l’attenzione sui dati italiani locali, i capi del distretto Nord-Est (Friuli-Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto) registrano il voto più alto (6,5/10), seguiti dal Centro Italia (Emilia – Romagna, Toscana, Umbria e Marche) al 6,4/10. Ultime le regioni del Sud Italia, che comunque superano la sufficienza (6,1/10). Tabella 10
Stefano Giorgetti, Direttore Generale Kelly Services Italia, commenta: “Anche se in Italia il 56% dei lavoratori si ritiene soddisfatto del proprio lavoro ed il giudizio complessivo nei confronti delle capacità dei propri superiori ha superato la sufficienza, si tratta comunque di risultati che richiedono un’attenta riflessione. Motivare i propri dipendenti e riconoscere il lavoro svolto è una delle leve più preziose per il successo di un’azienda: infatti, un collaboratore motivato, al quale viene riconosciuto il proprio contributo, lavorerà con entusiasmo e contribuirà attivamente. In questo senso le società che, come Kelly, utilizzano da tempo strumenti gestionali, quali il “Processo di Valutazione delle Prestazioni”, sono attente al feedback dei propri collaboratori e lo stimolano. E’, inoltre, importante creare un clima positivo, dove tutti possano dare il proprio input nella definizione degli obiettivi così come nella valutazione dei risultati conseguiti e si sentano, quindi, parte dell’azienda e artefici del suo successo.”
Milano, 9 Gennaio 2007
Dati del Sondaggio
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