V parte del sondaggio: “Kelly Global Workforce Index”
"In Italia meno della metà dei lavoratori intervistati
utilizza regolarmente i trasporti pubblici
per recarsi al lavoro"
Kelly Services, multinazionale americana leader mondiale nei servizi per le risorse umane, dopo il successo del progetto “Kelly World at Work Survey”, ha condotto nella seconda metà del 2006 una nuova e più ampia indagine internazionale suddivisa in diversi argomenti, denominata “Kelly Global Workforce Index”.
Il progetto ha coinvolto 28 paesi del mondo, di cui 16 in Europa (Italia, Svezia, Ungheria, Regno Unito, Danimarca, Lussemburgo, Russia, Olanda, Turchia, Spagna, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Svizzera e Norvegia). L’iniziativa “Kelly Global Workforce Index” ha dato voce alle opinioni di 70.000 lavoratori, di cui 6.000 solo in Italia, ed ha preso in esame importanti temi legati al lavoro, quali la discriminazione nel mondo del lavoro, i giudizi dei lavoratori nei confronti dei propri capi, la conciliazione tra cura dei figli e attività professionale, l’utilizzo dei trasporti pubblici per recarsi sul luogo di lavoro, il rapporto tra l’utilizzo di internet e la produttività.
La quinta parte del sondaggio “Kelly Global Workforce Index” ha analizzato il tema dei trasporti pubblici e del loro effettivo utilizzo da parte dei lavoratori.
In Italia il 68% dei lavoratori intervistati ha affermato di disporre di mezzi di trasporto pubblici per recarsi presso il proprio luogo di lavoro. La percentuale italiana si rivela relativamente bassa se posta a confronto con quelle degli altri paesi coinvolti dal sondaggio: a livello internazionale infatti l’Italia occupa il 23esimo posto su 28.
Tra i paesi con la più alta disponibilità di trasporti pubblici svetta Hong Kong (94%), seguito da Ungheria (91%), Indonesia (90%) e Russia (90%). E’ importante sottolineare che in generale hanno partecipato al sondaggio lavoratori che vivono in aree metropolitane di medie e grandi dimensioni. Tabella 1
A partire da questi risultati, i seguenti dati del sondaggio fanno riferimento esclusivamente ai lavoratori che hanno affermato di disporre di mezzi di trasporto pubblici per recarsi al lavoro.
In Italia il 64% dei lavoratori che hanno accesso ai trasporti pubblici ha affermato di usufruire dei mezzi per recarsi a lavoro (il 41% li utilizza regolarmente, il 23% qualche volta). La percentuale rispecchia il dato medio dei 28 paesi coinvolti dal sondaggio e situa la penisola al 15esimo posto, in compagnia di Australia e Canada, che presentano la stessa percentuale.
A guidare la classifica dell’utilizzo di mezzi pubblici sono tre paesi asiatici: Indonesia (93%), Hong Kong (88%) e Singapore (86%), mentre Porto Rico (36%), Stati Uniti (34%) e Turchia (29%), si posizionano come fanalini di coda.
I paesi europei che presentano le percentuali più alte sono Russia (77%), Regno Unito (72%) e Svizzera (70%), mentre le percentuali più basse appartengono a Lussemburgo (49%), Danimarca (48%) e Turchia (29%).Tabella 2
Focalizzando l’attenzione sui dati italiani emerge che le donne presentano una percentuale leggermente superiore agli uomini (66% contro 62%) relativamente all’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici. Tabella 3
Prendendo invece in considerazione l’età dei lavoratori, il sondaggio mostra che in Italia la più alta percentuale di utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici (69%) emerge tra i lavoratori con un’età superiore o uguale ai 45 anni. Tabella 4
Il lavoratori intervistati sono stati in seguito invitati ad indicare i singolifattori che a loro avviso potrebbero incoraggiare l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici. In Italia quasi la metà dei lavoratori (42%) ha affermato che una “maggiore frequenza dei servizi” contribuirebbe in misura determinante ad un maggiore utilizzo dei mezzi pubblici. Il 23% dei lavoratori italiani ricorrerebbe ai mezzi pubblici se vi fossero “migliori possibilità di accesso” mentre i “prezzi più bassi” e la disponibilità di “maggiori comfort” sono stati indicati dal 13% dei lavoratori italiani intervistati. Tabella 5
Analizzando i dati a livello internazionale, il sondaggio ha messo in evidenza una notevole eterogeneità tra i fattori considerati più determinanti nel favorire il ricorso ai mezzi pubblici. In Indonesia l’80% dei lavoratori intervistati è convinto che il fattore determinante sia rappresentato dalla disponibilità di “prezzi più bassi”.
A Hong Kong il 63% dei lavoratori intervistati ha espresso la convinzione che “migliori possibilità di accesso” possano incoraggiare a ricorrere ai mezzi di trasporto pubblici chi ancora utilizza la propria auto per recarsi al lavoro.
La percentuale italiana relativa alla “maggiore frequenza dei servizi” (42%) è risultata la più alta tra i 28 paesi coinvolti dal sondaggio, mentre la necessità di“maggiori comfort” è particolarmente sentita dai lavoratori russi (30%).
Infine, il 15% dei lavoratori messicani ha indicato nella “maggiore sicurezza” l’elemento che porterebbe ad un incremento nella fruizione dei mezzi pubblici. Tabella 6
In generale, considerando i dati medi globali, il fattore determinante per un incremento del ricorso ai mezzi pubblici nei 28 paesi coinvolti dal sondaggio è stato individuato nelle “migliori possibilità di accesso” (28%), seguito dal fattore “prezzi più bassi” (23%) e dalla “maggiore frequenza dei servizi di trasporto” (22%). Tabella 7
Stefano Giorgetti, Direttore Generale Kelly Services Italia, commenta: “La possibilità di godere di trasporti pubblici efficienti ha senza dubbio un riflesso sul rapporto che i lavoratori instaurano con la propria attività professionale, influendo sui quotidiani livelli di stress e sulle possibilità di conciliare al meglio vita lavorativa e vita privata. Inoltre è sempre più importante un’alta disponibilità di mezzi pubblici che, oltre a garantire una maggiore tutela ambientale, diminuendo l’eventualità di strade congestionate ed emissioni nocive, permetta ai lavoratori di rispondere in modo adeguato alle richieste di un mercato del lavoro all’insegna della flessibilità. Tenendo presente che il sondaggio ha coinvolto principalmente lavoratori di aree metropolitane di medie e grandi dimensione è interessante vedere come in alcuni paesi come Ungheria, Indonesia e Russia, dove c’è in generale una minore disponibilità economica e quindi di mezzi privati, sia comunque percepita una buona disponibilità dei trasporti e ci sia un alto utilizzo degli stessi.”
Milano, 29 maggio 2007
Dati del Sondaggio
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